Sez. Comando e Strategia

Compendio di tattica navale

La sopravvivenza stessa della nave e del suo equipaggio è spesso nelle mani dell'Ufficiale Tattico durante le operazioni in situazioni di pericolo, incluse missioni di avvicinamento a corpi celesti ad alti livelli di energia, o missioni in cui è necessario affrontare pericoli come costruzioni artificiali o potenziali conflitti con vascelli nemici.

La nave ed il suo equipaggio si trovano sovente ad affrontare situazioni di pericolo, incluse missioni di avvicinamento a corpi celesti considerati pericolosi, misssioni di pericolo diffuso, conflitti a fuoco, singlarità ed anomalie. La funzione dell'operatore tattico e di chi ne coordina i lavori, è di assicurare stabilità e sicurezza anche in queste situazioni "di frontiera".

Tattici e Strateghi Militari

Il ruolo del tattico di bordo è di fondamentale importanza nello stabilire il come gli ufficiali in comando affrontano una minaccia. Compito del comparto strategico è, difatti, analizzare rischi e benefici non solo delle operazioni prettamente di battaglia, ma anche delle eventulità di incorrere nelle stesse.

L’operatore Tattico
è la figura che si occupa di deciedere le strategie di combattimento nell’immediato, sia per quel che riguarda la nave che eventuali squadre di sbarco. Il suo ruolo è improntato alla capacità di saper pensare e decidere in fretta, analizzando tutte le circostanze che ha intorno: dalla valutazione dell’avversario alla zona di combattimento. Un buon operatore deve sempre considerare tutti i fattori che influenzano uno scontro, senza tralasciarne nessuno, poiché qualsiasi cambiamento nel contesto può determinare l’esito della battaglia.
L’analista Tattico
è una figura del dietro le quinte, il cui compito è la valutazione di rischi e benefici di tutto ciò che l’equipaggio affronta: da un primo contatto a uno scontro, da una trattativa diplomatica a un abbordaggio, l’analista deve sempre essere in grado di anticipare lo scorrere degli eventi, per direzionarli a favore del proprio vascello o della propria squadra. Normalmente gli Analisti Tattici non sono coinvolti nelle missioni sul campo, a meno di necessità specifiche.

Protocolli di contatto

Qualora il vascello riscontri il contatto con un vascello non identificato è compito dell'Ufficiale Tattico attenersi al seguente protocollo:

Principio di corretto utilizzo della forza militare
Ogni reazione deve essere proporzionale ed equivalente alle azioni del vascello contendente. In ogni caso un vascello federale non deve aprire il fuoco per primo.

In caso di scontro a fuoco con una nave non identificata, il compito primario dell'operatore tattico e dell' Operatore al Timone , è quello di disimpegnare il vascello federale dallo scontro. Qualora ciò non fosse possibile l'ufficiale in comando provvede a dettare la linea di azione nel rispetto dei regolamenti della Flotta. In caso di guerra, queste indicazioni sono integrate caso per caso dagli organismi in comando.

Sono diverse le linee d'azione da seguire in caso di scontro. L'ufficiale in comando detta la strategia da seguire, ma molto è lasciato al giudizio dell'operatore tattico per quanto riguarda i sistemi tattici, ed al pilota per quanto concerne la navigazione. La miglior strategia è quella che permette il termine dello stato di ostilità con il minor numero di perdite strutturali ed umane.

Per queste ragioni, qualora il fuoco primario della nave nemica fosse insufficiente a recare danno rilevante al proprio vascello, è consigliabile limitarsi a disabilitare le armi del nemico senza procedere ad ulteriori azioni. L'utilizzo dei siluri deve essere inoltre valutato con molta attenzione, vista la massiccia quantità di energia da essi liberata. Devono essere salvaguardate le strutture e le vite di entrambi i vascelli, durante lo scontro.

Il protocollo tattico offre soltanto una serie di linee guida piuttosto generiche. E' compito dell'ufficiale tattico decidere, salvo ordini diretti, la miglior soluzione per giungere all'obiettivo. Disabilitare un vascello nemico può infatti essere un compito non semplice, e molti possono essere metodi per giungere a questo obiettivo: la disabilitazione del suo potenziale offensivo (armi) per esempio, oppure l'interruzione della distrubuzione dell'energia ad alcuni sistemi chiave.

Il piano e la potenza di fuoco

Ogni azione tattica prevede un piano d'azione ben preciso, talvolta anche più di uno, qualora la situazione evolva in maniere inaspettate. L'ideale, durante uno scontro, è facile intuirlo, sarebbe offrire il meno possibile al nemico i punti deboli della struttura del vascello, e massimizzare invece le situazioni che inducono un vantaggio tattico grazie ai punti di forza di cui si dispone. Un buon piano presuppone che il nemico venga messo alle strette e che, costretto ad adattarsi a situazioni non congeniali, commetta degli errori. Trasformare questi errori in vantaggi è la chiave di un buon operatore tattico.

Va da sé che l'ufficiale tattico è comunque parte di una catena di comando, e che quindi deve rispondere e comunicare con i suoi superiori circa la messa in atto di ogni piano d'azione. Non solo: anche il resto dell'equipaggio di plancia trarrà beneficio dalla comunicazione dei piani dell'operatore tattico.

La conoscenza e la consapevolezza del proprio arsenale costituiscono un grande vantaggio, oltre che un requisito fondamentale per la riuscita di un buon piano d'azione. Conoscere gli archi di fuoco e il potenziale reale degli armamenti di bordo riveste un ruolo importantissimo nella pianificazione di un'azione. Ogni vascello ha una conformazione differente per quanto riguarda la potenza di fuoco e la dislocazione degli armamenti, tendenzialmente comunque concentrati nella sezione frontale del vascello. Le navi di classe Akira e Luna, poi, posseggono un pod dedicato di armamenti nel polo superiore, mentre altri vascelli concentrano la loro potenza di fuoco nel settore ventrale o dorsale.

La sezione dorsale, solitamente, è comunque sguarnita di armamento pesante (fa eccezione la Classe Achilles che possiete una serie di tubi per microsiluri affacciati sullo scafo dorsale). La conoscenza di questo punto di debolezza, per esempio, e la sua padronanza da parte dell'operatore, rende le strategie tattiche di combatti.

Lo scopo ultimo è ovviamente quello di portare la nave nemica ad offrire la maggior parte dei suoi punti deboli e, allo stesso tempo, il salvaguardare i propri punti deboli. Se il vascello nemico, ad esempio è in avvicinamento rapido sul lato frontale, una sapiente programmazione delle armi può far sì che il vascello contendente si trovi obbligato a ripiegare su un fianco, o a compiere manovre evasive che espongono i sui lati deboli. L'obiettivo dell'operatore tattico è quello di anticipare quanto più possibile le mosse del nemico e pianificare una strategia ottimale.

Va sempre inoltre tenuto presente che la plancia di una nave in combattimento è un posto piuttosto caotico. Evitare di complicarsi il lavoro è un consiglio spesso dato agli allievi, e mai realmente compreso se non dopo molti mesi di esperienza diretta. La consolle tattica permette invero molte analisi e possiede un numero considerevole di funzioni. L'operatore tattico deve mantenere a mente che:

Autori

Prevost

Impaginazione

Prevost

Revisione

Banks

Approvazione

Obrind

Prevost

LICENZA DEI CONTENUTI

Licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA 4.0