Sez. Comando e Strategia

Nota alla consultazione: data la mole mastodontica di materiale da revisionare e tradurre per la compilazione di questa dispensa, verranno tradotte mano a mano le parti che sono necessarie per il gioco. In caso di necessità è possibile chiedere informazioni alla Gestione.



Articoli relativi ai reati considerati da una Corte Marziale


Art. 1 - Tentativo di commettere reato
Art. 2 - Cospirazione
Art. 3 - Istigazione a delinquere
Art. 4 - Arruolamento, Promozione o Congedo fraudolento
Art. 4-b - Effettuazione di arruolamento, Promozione o Congedo fraudolento
Art. 5 - Diserzione
Art. 6 - Assenza ingiustificata dal servizio
Art. 7 - Mancata movimentazione di beni e veicoli
Art. 8 - Comportamento irrispettoso verso un ufficiale superiore
Art. 9 - Attacco di un superiore e Disobbedienza consapevole agli ordini di un ufficiale superiore
Art. 10 - Attacco di un sottufficiale e disobbedienza consapevole agli ordini di un sottufficiale
Art. 11 - Disobbedienza ad Ordini Generali o regolamenti
Art. 12 - Crudeltà e maltrattamento
Art. 13 - Ammutinamento e sedizione
Art. 14 - Resistenza, fuga, violazione dell'arresto, evasione
Art. 15 - Liberazione non autorizzata di soggetti detenuti
Art. 16 - Detenzione illecita
Art. 17 - Negligenze e ritardi procedurali
Art. 18 - Comportamento errato nei confronti del nemico
Art. 19 - Forzatura di posto di blocco
Art. 20 - Collaborazione con il nemico
Art. 21 - Condotta errata in caso di cattura
Art. 22 - Spionaggio
Art. 23 - False dichiarazioni ufficiali
Art. 24 - Vendita, perdita, danno, distruzione o uso improprio di proprietà della Flotta Stellare
Art. 25 - Vendita, perdita, danno, distruzione o uso improprio di proprietà altrui
Art. 26 - Condotta pericolosa per il vascello
Art. 27 - Conduzione di veicoli in stato di ebbrezza o conduzione spericolata di veicoli
Art. 28 - Stato di ebbrezza in servizio
Art. 29 - Spaccio, possesso, uso di sostanze controllate
Art. 30 - Combattimento e duelli
Art. 31 - Simulazione di stato di inabilità al ruolo
Art. 32 - Provocazione o partecipazione a risse
Art. 33 - Discorsi e gesti provocatori
Art. 34 - Omicidio Volontario
Art. 35 - Omicidio Colposo
Art. 36 - Furto e appropriazione indebita
Art. 37 - Falsificazione
Art. 38 - Mutilazione
Art. 39 - Incendio, esplosione o altro disastro
Art. 40 - Estorsione
Art. 41 - Lesioni personali
Art. 42 - Effrazione
Art. 43 - Spergiuro
Art. 44 - Frode contro la Federazione Unita dei Pianeti
Art. 45 - Condotta disonorevole
Art. 46 - Corruzione
Art. 47 - False dichiarazioni
Art. 48 - Negligenza verso il materiale o i veicoli
Art. 49 - Sabotaggio intenzionale di materiale o veicoli
Art. 50 - Fuga dal luogo del disastro
Art. 51 - Fraternizzazione
Art. 52 - Gioco d'azzardo
Art. 53 - Uso di falsa identità
Art. 54 - Linguaggio indecente
Art. 55 - Ostacolamento di indagine
Art. 56 - Alterazione, occultamento, rimozione, mutilazione, obliterazione o distruzione di pubblici registri.
Art. 57 - Rottura della quarantena
Art. 58 - Comportamento irresponsabile
Art. 59 - Distruzione, rimozione od uso di proprietà soggetta a sequestro
Art. 60 - Istigazione a delinquere
Art. 61 - Ricettazione, compravendita, occultamento di proprietà rubata
Art. 62 - Rifiuto immotivato di testimoniare
Art. 63 - Terrorismo
Art. 64 - Ingresso illegale in area riservata o privata
Art. 65 - Trasporto occultato di arma
Art. 66 - Esibizione illegale di falsi distintivi, insegne di grado, medaglie e nastrini

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Articolo 1
Tentativo di commettere reato



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Articolo 2
Cospirazione


  1. Ogni persona che cospiri con un'altra persona per commette un reato, e qualora uno o più tra i cospiratori compiano azioni volte al porre in essere l'oggetto della cospirazione, è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.

  2. La regola si applica se:
    1. L'accusato ha stipulato un accordo con una o più persone per commettere un reato; e
    2. tali comportamenti erano diretti verso quell'ufficiale; e,
    3. Mentre sussisteva tale accordo, e mentre l'accusato era parte coinvolta nello stesso, l'accusato o almeno uno dei cospirati hanno posto in essere un'azione deliberata in favore dell'oggetto dell'accordo.
  3. Si definiscono "cospiratori" due o più persone in accordo tra di loro. Non è necessario che sia definita né l'identità dei cospiratori, né la loro specifica connessione volta alla perpetrazione di fini illegali. Benché l'accusato debba essere soggetto all'accordo stipulato all'interno della cospirazione, non è strettamente necessario che gli altri cospiratori lo siano. L'aggiunta o la rimozione di altri cospiratori all'accordo non crea una nuova cospirazione, né modifica in alcun modo lo stato dei cospiratori esistenti. Chiunque si unisca ad una cospirazione già esistente può essere accusato di cospirazione solo qualora, nel momento in cui si unisce o dopo che si sia unito ad essa, ponga in essere un comportamento volto alla persecuzione dell'oggetto dell'accordo.
  4. Per accordo si intende qualunque forma di reciproca consapevolezza dell'oggetto dell'accordo, desunta dalla condotta tenuta dalle parti coinvolte. Non è necessario che l'accordo sia scritto, registrato, o reso manifesto tramite alcuna forma di comunicazione. Non è necessario che l'accordo definisca quali siano i mezzi della cospirazione, o il ruolo di ciascuna o tutte le parti coinvolte.
  5. Per oggetto dell'accordo si intende qualunque azione che, in alcune o in tutte le sue parti, costituisca reato ai sensi di questo codice. Alcuni reati richiedono possono richiedere due o più attori che agiscano di comune accordo. Non può esserci cospirazione laddove l'oggetto dell'accordo comprenda solo ed esclusivamente azioni fra le persone necessarie a commettere il crimine / i crimini oggetto dell'accordo.
  6. Si definisce "azione deliberata" qualunque azione che ponga in essere o è volta volta a porre l'oggetto dell'accordo. L'azione deve essere posta in essere nel momento della o dopo la stipulazione dell'accordo, deve essere posta in essere da uno più cospiratori, ma non necessariamente dall'accusato.
  7. Non è necessario che l'azione deliberata sia necessariamente illegale; è sufficiente che sia manifestazione dell'esecuzione del'accordo.
  8. Qualunque atto deliberato è sufficiente ad essere definito tale, a prescindere dalla sua natura preliminare o preparatoria, finché è esplicita o implicita manifestazione dell'esecuzione in itinere dell'accordo.
  9. Un'azione deliberata effettuata da uno dei cospiratori diventa azioni di tutti senza che vi siano nuovi accordi specificamente stipulati per quell'azione; ogni cospiratore ne è ugualmente colpevole. In riferimento a ciò, non è necessario che ogni cospiratore vi abbia partecipato, o abbia conoscenza in dettaglio o in toto dell'esecuzione della cospirazione.
  10. Ogni cospiratore è colpevole per tutti i crimini commessi nella realizzazione della cospirazione da ognuno dei cospiratori, fintanto che la cospirazione continua e l'accusato ne è parte.
  11. Un partecipante alla cospirazione che abbandoni o si ritiri dall'accordo a commettere un crimine prima che qualunque cospiratore abbia commesso un'azione deliberata non è colpevole di cospirazione.
    1. È considerato "effettivo abbandono" qualunque condotta che consti di discriminazione costruttiva, che sia completamente inaderente all'accordo e che mostri che la parte ha completamente reciso ogni contatto con la cospirazione.
    2. Un cospiratore che abbandoni la cospirazione dopo che un'azione deliberata è stata compiuta da uno dei cospiratori resta colpevole di cospirazione e dei crimini commessi per il perseguimento della stessa per tutto il tempo in cui vi era partecipe, pur non essendo perseguibile per i crimini commessi dopo il suo abbandono.
  12. L'"effettiva impossibilità" a porre in essere l'oggetto dell'accordo non costituisce ragione di difesa.


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Articolo 3
Istigazione a delinquere



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Articolo 4
Arruolamento, Nomina o Congedo fraudolento


  1. Ogni persona che:
    1. procuri il proprio arruolamento o la propria nomina all'interno della Flotta Stellare attraverso false dichiarazioni o deliberato occultamento delle proprie qualifiche per quell'arruolamento o quella nomina; o
    2. procuri il proprio congedo attraverso falsa dichiarazione o deliberato occultamento delle proprie caratteristiche per l'ottenimento di quel congedo
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. l'accusato era arruolato nella Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato ha consapevolmente presentato o deliberatamente nascosto fatti materiali o fatti riguardanti il proprio arruolamento o la nomina; e,
    3. l'arruolamento o nomina dell'accusato sono stati procurati, in tutto o in parte, dai suddetti fatti consapevolmente contraffatti o deliberatamente nascosti.
    Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'accusato è stato separato dalla Flotta Stellare (congedo); e,
    2. l'accusato ha consapevolmente presentato o deliberatamente nascosto fatti materiali e fatti riguardanti la sua passibilità per il congedo; e,
    3. il congedo è stato procurato, in tutto o in parte, dai suddetti fatti consapevolmente contraffatti o deliberatamente nascosti.
  3. Un arruolamento, nomina o congedo fraudolento è procurato da una presentazione deliberata di falsi qualifiche o titoli prescritti da leggi, regolamenti od ordini, specifici per tale procedura di arruolamento, nomina o congedo. Ogni informazione ritenuta utile dagli ufficiali preposti alle procedure, che si rivelasse intenzionalmente falsa o deliberatamente nascosta dall'accusato, è oggetto del presente articolo.
  4. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 2 per il punto 1.1 e di anni 5 per il punto 1.2.


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Articolo 4-bis
Effettuazione di Arruolamento, Nomina o Congedo fraudolento


  1. Ogni persona che effettui l'arruolamento, la nomina o congedi dalla Flotta Stellare un effettivo considerato ineleggibile per tale arruolamento, promozione o congedo, perché proibito da leggi, regolamenti od ordini, è soggetto a giudizio da parte di una Corte Marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha effettuato un arruolamento, una nomina o autorizzato un congedo per un'altra persona; e,
    2. tale persona era ineleggibile per tale arruolamento, nomina o congedo perché proibito da leggi, regolamenti od ordini; e,
    3. l'accusato era conscio dell'inelegibilità del candidato al tempo della promozione, nomina o congedo.
  3. Deve essere provato che l'arruolamento, nomina o congedo era, ai tempi, vietato da leggi, norme, regolamenti od ordini, e che l'accusato era a conoscenza del fatto che il candidato fosse ineleggibile per tale arruolamento, nomina o promozione.
  4. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 5.


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Articolo 5
Diserzione


  1. Ogni membro della Flotta Stellare che:
    1. si assenti dalla propria unità, organizzazione o occupazione, in maniera non autorizzata e permanente ; o
    2. si assenti dalla propria unità, organizzazione o occupazione con l'intenzione di evitare o assentarsi da compiti pericolosi ; o
    3. senza aver ricevuto un congedo permanente e regolare, accetti l'arruolamento da parte di un'altra forza armata, federale o straniera ; o
    4. dopo l'invio dele proprie dimissioni, e prima della notifica di accettazione delle stesse, lasci il proprio posto o i propri compiti in maniera permanente o ;
    5. sia colto nel palese atteggiamento di porre in essere atti di diserzione
    è considerato disertore, e soggetto a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1, 1.3 e 1.4 La regola si applica se:
    1. l'accusato era arruolato nella Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato si è assentato in maniera permanente dal proprio posto, unità o installazione; e,
    3. l'assenza era non autorizzata; e,
    4. l'assenza era finalizzata a rimanere tale fino al momento della formulazione delle accuse.
    Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'accusato era arruolato nella Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato si è assentato dal proprio posto, unità o installazione; e,
    3. l'assenza era volta ad evitare compiti o doveri pericolosi o di vitale importanza; e,
    4. l'accusato era al corrente di essere responsabile dell'espletazione di tali doveri o compiti.
    Per il punto 1.5 La regola si applica se:
    1. l'accusato era arruolato nella Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato ha posto in essere un determinato insieme di azioni; e,
    3. tali azioni erano direttamente volte al disertare;
  3. Per diserzione con intenzione a rimanere assente in modo permanente, si intende l'atto compiuto dall'accusato di assentarsi senza autorizzazione dal proprio posto, con l'evidente intenzione di rimanere irreperibile a tempo indeterminato. Un pronto pentimento e rientro presso il proprio posto, per quanto motivazione per possibili attenuanti, non costituisce facoltà di difesa. Non è necessario che l'accusato si renda anche irreperibile dall'autorità militare per l'applicazione di questa regola.
  4. La conoscenza, da parte dell'accusato, dell'essere responsabile per l'espletazione dei compiti e dei doveri a lui assegnati può essere provata in modo circostanziale.
  5. Non costituisce facoltà di difesa il presentarsi, da parte dell'accusato, a rapporto presso un'altra forza armata, interna od esterna alla Federazione.
  6. L'intenzione a rimanere assente in maniera permanente può essere provata in modo circostanziale.
  7. Alcuni elementi che possono avallare tale ipotesi possono essere: periodi di assenza lunghi, l'eliminazione o abbandono della propria uniforme, o di altra proprietà della Flotta, l'acquisto di titoli di viaggio per destinazioni lontane e l'essere tratto in arresto, o in stato di fermo, in luoghi molto distanti dal proprio luogo di servizio abituale, la manifestazione di opinioni critiche circa il proprio luogo di servizio abituale (unità od installazione), la dichiarazione dell'intento di disertare, la fuga da misure cautelari operate a seguito di violazioni del Codice. Sono altresì indicazioni della volontà di disertare eventuali comportamenti atti a far presumere un imminente allontanamento (movimentazioni finanziarie, accordi privati...)
  8. Alcuni elementi, al contrario, possono dimostrare la buona fede dell'accusato in sede processuale, fra di essi: un profilo di carriera esemplare, il mantenimento, da parte dell'accusato, di oggetti personali nel luogo di precedente assegnazione, influenza di sostanze stupefacenti.
  9. La sola prova dell'assenza prolungata, anche se supportata dal riconoscimento dell'accusato di essere un disertore, non è sufficiente per considerare l'accusato colpevole di diserzione.
  10. Nella categoria dei doveri pericolosi o di vitale importanza, rientrano anche eventuali doveri legati da un'assegnazione in zone di conflitto, movimentazione merci in aree critiche, pattuglia. La pericolosità del dovere viene vagliata caso per caso dal Giudice Miliare, che può avvalersi del giudizio della corte.
  11. L'interruzione degli atti che indicano intenzioni a disertare non cancella il reato, ma costituisce attenuante.
  12. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, unita alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 5 per il punto 1.2 e di anni 3 altrimenti.


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Articolo 6
Assenza ingiustificata dal servizio


  1. Ogni persona che, senza autorizzazione:
    1. non si presenti al proprio posto di servizio quando richiesto; o
    2. si allontani dal proprio posto
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha ricevuto, da parte di un'autorità superiore, ordine di presentarsi in un determinato luogo ad un determinato tempo; e,
    2. l'accusato era a conoscenza di tale suo dovere; e,
    3. l'accusato non si è presentato secondo quanto prescrittogli, oppure si è assentato da tali compiti senza autorizzazione.
  3. Costituisce reato anche l'assentarsi, da parte dell'accusato, da esercitazioni, lezioni, cerimonie, stante quanto prescritto nel punto 2b. In caso l'accusato non si presenti o si assenti con lo scopo di evitare compiti pericolosi, ciò è considerabile per l'attribuzione di aggravanti.
  4. Nella categoria dei doveri pericolosi o di vitale importanza, rientrano anche eventuali doveri legati da un'assegnazione in zone di conflitto, movimentazione merci in aree critiche, pattuglia. La pericolosità del dovere viene vagliata caso per caso dal Giudice Miliare, che può avvalersi del giudizio della corte.
  5. La conoscenza, da parte dell'accusato, dell'essere responsabile per l'espletazione dei compiti e dei doveri a lui assegnati può essere provata in modo circostanziale.
  6. Sono considerati elementi aggravanti:
    1. Assenza per un periodo superiore a tre (3) giorni;
    2. Assenza per un periodo superiore a trenta (30) giorni;
    3. Assenza per incarichi pericolosi o giudicati importanti;
    4. Assenza per incarichi addestrativi ed affini;
  7. La massima pena comminabile è la privazione della libertà personale per un massimo di giorni 3 per periodi di assenza inferiori ai 3 giorni, di giorni 30 per periodi di assenza inferiori ai 180 giorni, e di un anno e 6 mesi per periodi di assenza superiori. In caso si verifichino le aggravanti del punto 7c, la massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unito alla privazione della libertà personale per anni 1.


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Articolo 7
Mancata movimentazione di beni e veicoli


  1. Ogni persona che non ottemperi alla movimentazione di mezzi o merci, consapevolmente o per negligenza, pur essendo soggetta al dovere di effettuare tale movimentazione, è soggetta al giudizio da parte di una Corte Marziale
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato era arruolato nella Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato era incaricato di provvedere alla movimentazione di mezzi (navi, navette) o merci; e,
    3. l'accusato non ha operato tale movimentazione deliberatamente o per negligenza.
  3. Per movimentazione si intende lo spostamento di mezzi e merci su un percorso ragionevolmente lungo. L'attinenza a tale definizione viene verificata caso per caso dal Giudice Militare. Non sono, per esempio, ascrivibili al presente Articolo movimentazioni che hanno luogo su distanze o tempi limitati, cambi di locazione minori o trasferimenti di corto raggio.
  4. Il mezzo di trasporto non è rilevante ai fini del giudizio, che esso sia civile o militare.
  5. Per mancata movimentazione deliberata si intende "con intenzione", o in accordo con una pianificazione o premeditazione atta ad impedire od evitare l'espletamento della movimentazione stessa.
  6. Per negligenza si intende l'omissione nell'espletamento delle procedure atte a garantire la movimentazione, dovuta ad errori di valutazione o di giudizio. In ciò sono inclusi i comportamenti negligenti che possono portare ad un errata valutazione della fattibilità della movimentazione stessa, con conseguente mancanza della scadenza per l'eventuale arrivo del mezzo.
  7. Per ritenere l'accusato colpevole ai sensi del presente Articolo, deve essere dimostrato che egli fosse, al momento del reato, consapevole delle scadenze temporali e spaziali proprie della movimentazione.
  8. La prova di mancata movimentazione può essere desunta dagli appositi registri del Controllo Volo (sia di ACC che di ATZ), o da testimonianze rese dal personale presente al momento della mancata movimentazione.
  9. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, unito alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 2 per il punto 1.1, ed il congedo con disonore unito alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 2 il punto 1.2.


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Articolo 8
Comportamento irrispettoso verso un ufficiale superiore


  1. Ogni persona che adotti un comportamento non rispettoso nei confronti di un ufficiale che le è superiore in gerarchia è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. L'accusato ha tenuto (o ha omesso di tenere) certi comportamenti o condotte, usato un certo linguaggio verso o riguardo ad un ufficiale; e,
    2. tali comportamenti erano diretti verso quell'ufficiale; e,
    3. l'ufficiale verso cui sono stati diretti i comportamenti o le parole è (o era) un superiore in gerarchia dell'accusato; e,
    4. l'accusato era conscio del fatto che l'ufficiale verso cui gli atti, le omissioni o le parole erano diretti, era un ufficiale superiore in gerarchia; e,
    5. sotto le specifiche circostanze il comportamento tenuto e le parole usate erano irrispettose nei confronti dell'ufficiale cui erano rivolte
  3. Per ufficiale superiore si intende un elemento appartenente al corpo degli ufficiali (anche provvisori) di grado superiore a quello dell'accusato, o che vanta sull'accusato un rapporto di subordinazione diretta (comando).
  4. Non è richiesto che l'ufficiale superiore fosse, al momento dei fatti, nell'esercizio delle proprie funzioni (leggasi: in servizio), essendo il rispetto del superiore sempre dovuto in ogni situazione.
  5. Se l'accusato non era al corrente del fatto che l'ufficiale fosse un suo ufficiale superiore, non potrà essere accusato. La prova di conoscenza può essere anche circostanziale.
  6. Per comportamento irrispettoso si intende un comportamento atto ad intaccare il rispetto verso l'autorità rappresentata dalla persona. Può essere costituito da atti o parole, in ogni modo espressi, e può essere diretto sia al superiore come ufficiale, sia ad egli come individuo. Esprimere la verità in modo irrispettoso non costituisce attenuante. E' considerata comportamento irrispettoso tramite azioni anche la negligenza nell'operare il saluto, il mostrare marcatamente disprezzo, indifferenza, insolenza, impertinenza, confidenza eccessiva e altre scorrettezze in presenza di un ufficiale superiore.
  7. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 1.


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Articolo 9
Attacco di un superiore e Disobbedienza consapevole agli ordini di un ufficiale superiore


    1. Ogni persona che attacchi un ufficiale o che alzi un arma in sua direzione, o commetta violenza contro di lui in servizio è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
    2. Ogni persona disobbedisca volontariamente ad un ordine impartito da un suo superiore è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  1. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha colpito o alzato un arma o cagioni violenza ad un ufficiale; e,
    2. quell'ufficiale era un superiore in gerarchia rispetto all'accusato; e,
    3. l'accusato era conscio del fatto che l'ufficiale verso cui gli atti, erano diretti, era un ufficiale superiore in gerarchia; e,
    4. l'ufficiale era nell'esercizio delle proprie funzioni
  2. Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha ricevuto un ordine diretto e correttamente impartito da parte di un ufficiale superiore; e,
    2. quell'ufficiale era un superiore in gerarchia rispetto all'accusato; e,
    3. l'accusato era conscio del fatto che l'ufficiale verso cui gli atti, erano diretti, era un ufficiale superiore in gerarchia; e,
    4. l'accusato abbia deliberatamente disubbidito all'ordine
  3. Per ufficiale superiore si intende un elemento appartenente al corpo degli ufficiali (anche provvisori) di grado superiore a quello dell'accusato, o che vanta sull'accusato un rapporto di subordinazione diretta (comando).
  4. Per "colpire" si intende un atto intenzionale di contatto violento contro qualcuno con scopo offensivo, qualunque sia la forza.
  5. Per "alzare un arma" si intende l'alzarla in modo minaccioso od il brandirla veicolando la minaccia di un imminente uso. Il brandire un'arma da fuoco, carica o meno, un'arma bianca, o ogni altro oggetto possa considerarsi arma, propria od impropria, può essere considerato "alzare un arma".
  6. Per commettere violenza si intende ogni forma di violenza che esuli dalle precedenti definizioni. Se non eseguita, la violenza deve essere comunque tentata. Una minaccia a parole non costituisce violenza secondo questo articolo.
  7. Un ufficiale si definisce nell'esercizio delle proprie funzioni quando impiegato in servizio o in azione per ordine di statuti, regolamenti, ordini di un superiore o consuetudine militare. Gli ufficiali in comando si considerano sempre nell'esercizio delle proprie funzioni.
  8. Se l'accusato non era al corrente del fatto che l'ufficiale fosse un suo ufficiale superiore, non potrà essere accusato. La prova di conoscenza può essere anche circostanziale.
  9. Un ufficiale perde la protezione di questo articolo in caso le azioni dell'accusato si rivelino atte a difendersi da un attacco iniziato dall'ufficiale, o se l'ordine impartito sia contarrio in modo esplicito agli Ordini Generali della Flotta Stellare. L'uso della violenza al di là della soglia del minimo necessario a garantire l'allontanamento della minaccia, è trattato separatamente.
  10. Per quanto concerne il punto 1.2:
    1. L'ufficiale deve essere autorizzato ad impartire l'ordine oggetto del regolamento. L'autorizzazione può essere basata su ordini, regolamenti, diritto militare o consuetudine militare. La legittimità dell'ordine può essere determinata dal giudice miliare.
    2. L'ordine impartito deve essere realtivo al servizio. Ciò include tutte le attività ragionevolmente collegate all'espletazione delle mansioni operative, gli ordini atti a promuovere lo spirito di corpo, la disciplina, il mantenimento del buon ordine in servizio. L'ordine non può, salvo una esplicita attinenza agli scopi della Flotta Stellare, interferire con i diritti personali e la vita privata. Ad ogni modo, i precetti personali dettati da coscienza, religione, filosofia personale e consuetudine non possono giustificare o scusare la disbbedienza ad un ordine legittimamente impartito. La disobbedienza ad un ordine che abbia esclusiva attinenza con fini privati, o che sia impartito con lo scopo di coadiuvare un reato che l'imputato possa commettere, non è punibile ai sensi del pesente articolo.
    3. L'ordine impartito non deve confliggere con i diritti costituzionali o statutari dell'individuo.
    4. L'ordine impartito deve essere diretto e non interpretabile. Ordini come "obbedisca alla legge" non sono ammissibili nella considerazione del presente articolo.
    5. In caso l'ordine impartito non contenga istruzioni per un'azione ritardata nel tempo, esso si intende come da eseguire nell'immediatezza. La manifestazione della volontà di non eseguire un ordine nel futuro non è punibile ai sensi del presente articolo.
    6. Il rifiuto di obbedire all'ordine deve essere volontario, ed è una specifica e deliberata sfida all'autorità.
  11. La massima pena comminabile per il punto 1.1 è la privazione della libertà personale per anni 10.
  12. La massima pena comminabile per il punto 1.2 è il congedo con disonore.


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Articolo 10
Attacco di un sottufficiale e disobbedienza consapevole agli ordini di un sottufficiale


  1. Ogni sottufficiale che:
    1. attacchi un Sottufficiale o che alzi un arma in sua direzione, o commetta violenza contro di lui in servizio,
    2. disobbedisca volontariamente ad un ordine impartito da un suo superiore, sottufficiale,
    3. assuma comportamenti irrispetosi nel linguaggio o nelle azioni nei confronti di un sottufficiale,
    è soggetto a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. l'accusato era un sottufficiale; e,
    2. l'accusato ha colpito o alzato un arma o cagionato violenza ad un sottufficiale; e,
    3. l'accusato era conscio del fatto che il sottufficiale o allievo verso cui gli atti erano diretti, era un sottufficiale; e,
    4. il sottufficiale o allievo era nell'esercizio delle proprie funzioni
  3. Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha ricevuto un ordine diretto e correttamente impartito da parte di un sottufficiale ; e,
    2. quel sottufficiale o allievo era un superiore in gerarchia rispetto all'accusato; e,
    3. l'accusato era conscio del fatto che il sottufficiale verso cui gli atti erano diretti, era un sottufficiale a lui superiore in gerarchia; e,
    4. l'accusato ha deliberatamente disubbidito all'ordine
  4. Per il punto 1.3 La regola si applica se:
    1. L'accusato ha tenuto (o ha omesso di tenere) certi comportamenti o condotte, usato un certo linguaggio verso o riguardo ad un altro sottufficiale; e,
    2. tali comportamenti erano diretti verso quel sottufficiale o allievo; e,
    3. il sottufficiale o allievo verso cui sono stati diretti i comportamenti o le parole è (o era) un superiore in gerarchia dell'accusato; e,
    4. l'accusato era conscio del fatto che l'ufficiale verso cui gli atti, le omissioni o le parole erano diretti, era un sottufficiale; e,
    5. sotto le specifiche circostanze il comportamento tenuto e le parole usate erano irrispettose nei confronti della persona cui erano rivolte
  5. L'articolo disciplina le relazioni fra sottufficiali, similmente agli articoli precedenti, che disciplinano le relazioni con gli ufficiali. A differenza dei precedenti, non vi è una stretta relazione superiore-sottoposto. Ciò nonostante, l'esistenza d tale rapporto di subordinazione è sempre un'aggravante.
  6. Per "colpire" si intende un atto intenzionale di contatto violento contro qualcuno con scopo offensivo, qualunque sia la forza.
  7. Per "alzare un arma" si intende l'alzarla in modo minaccioso od il brandirla veicolando la minaccia di un imminente uso. Il brandire un'arma da fuoco, carica o meno, un'arma bianca, o ogni altro oggetto possa considerarsi arma, propria od impropria, può essere considerato "alzare un arma".
  8. Per commettere violenza si intende ogni forma di violenza che esuli dalle precedenti definizioni. Se non eseguita, la violenza deve essere comunque tentata. Una minaccia a parole non costituisce violenza secondo questo articolo.
  9. Un sottufficiale si definisce nell'esercizio delle proprie funzioni quando impiegato in servizio o in azione per ordine di statuti, regolamenti, ordini di un superiore o consuetudine militare. Gli ufficiali in comando si considerano sempre nell'esercizio delle proprie funzioni.
  10. Se l'accusato non era al corrente del fatto che il sottufficiale fosse un suo superiore, non potrà essere accusato. La prova di conoscenza può essere anche circostanziale.
  11. Un sottufficiale perde la protezione di questo articolo in caso le azioni dell'accusato si rivelino atte a difendersi da un attacco iniziato dal sottufficiale stesso, o se l'ordine impartito sia contarrio in modo esplicito agli Ordini Generali della Flotta Stellare. L'uso della violenza al di là della soglia del minimo necessario a garantire l'allontanamento della minaccia, è trattato separatamente.
  12. Per quanto concerne il punto 1.2:
    1. Il sottufficiale deve essere autorizzato ad impartire l'ordine oggetto del regolamento. L'autorizzazione può essere basata su ordini, regolamenti, diritto militare o consuetudine militare. La legittimità dell'ordine può essere determinata dal giudice miliare.
    2. L'ordine impartito deve essere realtivo al servizio. Ciò include tutte le attività ragionevolmente collegate all'espletazione delle mansioni operative, gli ordini atti a promuovere lo spirito di corpo, la disciplina, il mantenimento del buon ordine in servizio. L'ordine non può, salvo una esplicita attinenza agli scopi della Flotta Stellare, interferire con i diritti personali e la vita privata. Ad ogni modo, i precetti personali dettati da coscienza, religione, filosofia personale e consuetudine non possono giustificare o scusare la disbbedienza ad un ordine legittimamente impartito. La disobbedienza ad un ordine che abbia esclusiva attinenza con fini privati, o che sia impartito con lo scopo di coadiuvare un reato che l'imputato possa commettere, non è punibile ai sensi del pesente articolo.
    3. L'ordine impartito non deve confliggere con i diritti costituzionali o statutari dell'individuo.
    4. L'ordine impartito deve essere diretto e non interpretabile. Ordini come "obbedisca alla legge" non sono ammissibili nella considerazione del presente articolo.
    5. In caso l'ordine impartito non contenga istruzioni per un'azione ritardata nel tempo, esso si intende come da eseguire nell'immediatezza. La manifestazione della volontà di non eseguire un ordine nel futuro non è punibile ai sensi del presente articolo.
    6. Il rifiuto di obbedire all'ordine deve essere volontario, ed è una specifica e deliberata sfida all'autorità.
  13. La massima pena comminabile per il punto 1.1 è il congedo con disonore unito alla privazione della libertà personale per anni 3.
  14. La massima pena comminabile per il punto 1.2 è il congedo per cattiva condotta unito alla privazione della libertà personale per anni 1.
  15. La massima pena comminabile per il punto 1.3, nel caso la violazione sia compiuta all'indirizzo di sottufficiale superiore, è la privazione della libertà personale per mesi 6. In caso contrario, la massima pena comminabile è la privazione della libertà personale per mesi 3.


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Articolo 11
Disobbedienza ad Ordini Generali o regolamenti


    1. Ogni persona che violi o fallisca nell'obbedire a:
      1. Ordini Generali e regolamenti generali
      2. Ordini impartiti da ufficiali superiori
      3. fallisce nell'espletamento delle sue mansioni
      è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  1. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. il regolamento era lecito ed in vigore, perché emanato da un ufficio autrizzato a farlo e,
    2. l'accusato doveva obbedire a quel regolamento; e,
    3. l'accusato ha fallito nell'obbedire a quel regolamento.
  2. Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'ordine era lecito ed emanato da un ufficiale superiore e preposto a farlo e,
    2. l'accusato doveva obbedire a quell'ordine; e,
    3. l'accusato era conscio di quell'ordine; e,
    4. l'accusato ha fallito nell'obbedire a quell'ordine.
  3. Per il punto 1.3 La regola si applica se:
    1. l'accusato aveva certe mansioni; e,
    2. l'accusato era conscio, o dovrebbe essere ragionevolmente stato conscio, di avere tali mansioni; e,
    3. l'accusato ha fallito nell'espletamento di tali mansioni.
  4. Per regolamento si intende ogni ordine in forma scritta emanato da un ufficaile superiore, da un coordinamento di sezione, da un ente di controllo riconosciuto, dal Governo della Federazione, dagli Uffici di Presidenza, da parte degli ufficiali superiori dell'unità, o da ogni altro ente riconosciuto come avente l'autorità per emanare quell'ordine. Gli Ordini Generali., il Protocollo di Flotta e la Costituzione della Federazione fanno parte dei regolamenti riconosciuti.
  5. Un ordine o regolamento è considerato legittimo, a meno che non si provi la sua incostituzionalità, o che sia contrario alle leggi vigenti, o che sia stato emanato da una persona o commissione o ente non legittimati ad emettere tale ordine.
  6. La conoscenza di un ordine generale o regolamento non necessita di essere dimostrata, dal momento che la mancata conoscenza di tale ordine generale o regolamento non costituisce difesa.
  7. Per quanto concerne gli ordini emanati dagli ufficiali in comando dell'unità in cui l'accusato opera, deve essere dimostrato che egli conosceva, al momento dei fatti, gli ordini impartiti. La conoscenza può essere provata in modo circostanziale.
  8. Per quanto concerne il punto 1.3: le mansioni devono essere stabilite in base a ordini, regolamenti, diritto militare o consuetudine militare. La conoscenza dell'attribuzione tali mansioni all'accusato può essere provata in modo circostanziale. Tale conoscenza può non essere provata in caso sia ragionevole presumere che l'accusato dovesse possederla (per via di regolamenti generali, letteratura accademica, manuali, dispense, disposizioni di servizio)
  9. La massima pena comminabile per il punto 1.1 è la privazione della libertà personale per anni 2 unita al congedo con disonore. Nel caso in cui venga violata la Prima Direttiva la pena è aumentabile ad anni 5
  10. La massima pena comminabile per il punto 1.2 è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà personale per mesi 4.
  11. La massima pena comminabile per il punto 1.3 è la privazione della libertà personale per mesi 3, aumentati a 6 in caso venga dimostrata l'intenzionalità della negligenza.


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Articolo 12
Crudeltà e maltrattamento


  1. Ogni persona che eserciti crudeltà, oppressione o maltrattamento nei confronti di una persona subordinata ai propri ordini, è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato esercitava una superiorità gerarchica nei confronti di una certa persona ; e,
    2. l'accusato è stato crudele, ha oppresso o maltrattato tale persona.
  3. Natura della vittima. Ai fini dell'interpretazione del presente articolo sono considerabili vittime non solo le persone immediatamente o indirettamente sottoposte all'accusato, ma anche tutte quelle persone che, in un dato tempo o luogo, per ordini, regolamenti o norme, permanenti o transitorie, si trovavano nella condizione di dover obbedire all'accusato, anche, ma non solo, al di là della relazione gerarchica implicata dalla catena di comando.
  4. La crudeltà, maltrattamento, oppressione, anche qualora non fisiche, devono essere misurate e misurabili secondo criteri oggettivi. Ad esempio attacco, punizione indebita o molestia sessuale possono essere possibili elementi contemplati dal presente articolo. Ricadono nel presente artiolo anche eventuali minacce alla carriera o offerte di servizi indispensabili dietro prestazione di favori di vario tipo tali per cui la vittima non può rifiutare.
  5. L'imposizione di compiti o doveri necessari e la pretesa di standard di rendimento consoni non sono ascrivibili al presente articolo
  6. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, unito alla privazione della libertà personale per un massimodi anni 1.


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Articolo 13
Ammutinamento e sedizione


    1. Ogni persona che, con l'intenzione di usurpare o scavalcare la legittima autorità miliare eserciti violenza o disturbo, è colpevole di ammutinamento, ed è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale
    2. Ogni persona che, con l'intenzione di usurpare o scavalcare la legittima autorità miliare, rifiuti, in accordo con altre persone, di obbedire agli ordini, è colpevole di ammutinamento, ed è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale
    3. Ogni persona che intenda causare il rovesciamento o la destituzione di autorità civili legittime e crei, in accordo con altre persone, rivolte, violenze, o altri atti di disturbo nei confronti di tali autorità civili, è colpevole di sedizione, ed è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale
    4. Ogni persona non faccia tutto il possibile per prevenire e sopprimere atti di ammutinamento o sedizione, pur essendo testimone di tali atti, o che non faccia il possibile per informare il proprio superiore di tale situazione, è colpevole di concorso in ammutinamento o sedizione ed è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale
  1. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha messo in atto gesti violenti o di disturbo; e,
    2. l'accusato ha messo in atto tali gesti con l'intento di usurpare o scavalcare la legittima autorità militare.
    Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha rifiutato di obbedire agli ordini, o non ha ottemperato ai propri doveri; e,
    2. l'accusato ha agito in accordo con altre persone; e,
    3. l'accusato era mosso dall'intento di usurpare o scavalcare la legittima autorità militare.
    Per il punto 1.3 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha causato rivolta, violenza o disturbo contro un'autorità civile legittima; e,
    2. l'accusato ha agito in accordo con altre persone; e,
    3. l'accusato era mosso dall'intento di rovesciare o destituire tale autorità civile legittima.
    Per il punto 1.4 La regola si applica se:
    1. sono occorsi eventi di ammutinamento e sedizione; e,
    2. l'accusato sapeva, o aveva ragione di sapere, che tali eventi stessero avendo luogo; e,
    3. l'accusato non ha adottato ogni mezzo possibile per informare i propri superiori di tali eventi.
  2. Per ammutinamento si intende:
    1. L'esecuzione di atti violenti o di disturbo, messi in atto da una persona sola, o da più persone;
    2. Il rifiuto di obbedire agli ordini, o di eseguire determinati compiti, messo in atto da più persone che cooperano nel restistere alla legittima autorità militare. Questo caso specifico non richiede che sia dimostrata la premeditazione dell'intenzione di ammutinarsi. Questa tipologia di ammutinamento non richiede necessariamente che gli atti siano violenti.
  3. L'intenzione a porre in essere atti di ammutinamento può essere desunta dalle parole dell'accusato o dagli atti da lui compiuti o dalla loro omissione.
  4. Per quanto concerne il punto 1.4, "tutto il possibile" sottointende l'insieme di quelle misure atte a prevenire o sopprimere atti di ammutinamento o sedizione, tali da essere ragionevolmente percorribili dall'accusato. In ciò è incluso l'utilizzo della forza, non letale e sempre subordinata al fallimento di altre contromisure.
  5. La massima pena comminabile è il congedo con disonore unito all'ergastolo.


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Articolo 14
Resistenza, fuga, violazione dell'arresto, evasione


  1. Ogni persona che
    1. resista all'arresto
    2. fugga dall'arresto
    3. violi l'arresto
    4. evada dalla custodia o dal confinamento
    5. è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. una certa persona tentava di arrestare l'accusato; e,
    2. tale persona era autorizzata ad arrestare l'accusato; e,
    3. l'accusato opponeva resistenza attiva all'arresto;
  3. Per il punto 1.2 ed 1.3 La regola si applica se:
    1. una certa persona tentava di arrestare l'accusato; e,
    2. tale persona era autorizzata ad arrestare l'accusato; e,
    3. l'accusato fuggiva dall'arresto;
  4. Per il punto 1.4 La regola si applica se:
    1. una certa persona arrestava l'accusato in arresto; e,
    2. tale persona era autorizzata ad arrestare l'accusato; e,
    3. l'accusato si liverava dal confino prima di essere rilasciato dalle autorità preposte;
  5. Arrestare significa prendere una persona sotto custodia. Il fatto che una persona sia o meno autorizzata ad arrestare qualcuno è definito dalle norme e dai regolamenti, e viene vagliato in sede processuale dal giudice militare. Generalmente, solo gli ufficiali comandanti, il primo ufficiale tattico, il capo della sicurezza ed i rispettivi vice possono dichiarare una persona in arresto.
  6. Per resistenza all'arresto si intende una resistenza attiva e specificatamente volta ad impedire l'arresto. Parole intimidatorie, minacce e simili non possono essere considerate resistenza. Per fuga dall'arresto o sottrazione all'arresto si intende una fuga attiva ed esplicita, in cui il soggetto corre via o comunque si allontana.
  7. La violazione dell'arresto si verifica se il soggetto oltrepassa i limiti ad esso imposti da un'ordinanza di arresto. Le ragioni della fuga sono irrilevanti e non soggette alla valutazione di attenuanti.
  8. In caso l'accusato abbia il ragionevole dubbio che la persona che lo ha tratto in arresto non fosse autorizzata a farlo, possono essere sollevate delle attenuanti. Tuttavia, il fatto di ritenere che non vi fossero le basi per operare l'arresto, non implica alcuna attenuante. L'accusato non può essere condananto ai sensi del presente articolo se l'arresto non è legalmente valido, tuttavia altri capi d'accusa possono essere riconosciuti in caso di resistenza (esempio: attacco di un superiore o violenza).
  9. La massima pena comminabile per i punti 1.1, 1.2 è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà personale per anni 1.
  10. La massima pena comminabile per il punto 1.3 è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà personale per mesi 6.
  11. La massima pena comminabile per il punto 1.4 è il congedo con disonore unito alla privazione della libertà personale per anni 1, in caso di arresto cautelativo, e di anni 5 in caso di arresto come sentenza di corte marziale.


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Articolo 15
Liberazione non autorizzata di soggetti detenuti


  1. Ogni persona che:
    1. senza autorità od autorizzazione rilasci un prigioniero detenuto; o
    2. per negligenza permetta l'allontanamento di un prigioniero detenuto; o
    3. deliberatamente permetta l'allontanamento di un prigioniero detenuto.
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. un certo prigioniero era detenuto; e,
    2. l'accusato ha rilasciato tale prigioniero senza autorità o autorizzazione.
    Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. un certo prigioniero era detenuto; e,
    2. tale prigioniero è evaso; e,
    3. l'accusato non ha posto sufficiente attenzione nella prevenzione di tale fuga, così come avrebbe fatto una persona oggettivamente attenta che agisse nella stessa situazione dell'accusato e che si trovasse nelle medesime circostanze.
    4. l'evasione è stata diretta conseguenza di tale comportamento dell'accusato.
    Per il punto 1.3 La regola si applica se:
    1. un certo prigioniero era detenuto; e,
    2. era intenzione dell'accusato far evadere tale detenuto; e,
    3. il detenuto è evaso in conseguenza di tale intenzione
  3. Prigioniero. Una persona, civile o militare, che è stata sottoposta a confinamento o privazione della libertà personale.
  4. Per rilascio del prigioniero si intende la liberazione dalla detenzione del prigioniero.
  5. L'eventuale ricattura o uccisione del prigioniero evaso non costituisce facoltà di difesa per l'accusato.
  6. L'intenzione a permettere l'evasione del prigioniero può essere provata dalla condotta dell'accusato, oltre che da testimonianze.
  7. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, unito alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 2 per il punto 1.1, il congedo per cattiva condotta e la privazione della libertà personae per un massimo di anni 1 per il punto 1.2; ed il congedo per cattiva condotta unito alla privazione della libertà personale per anni 2 per il punto 1.3


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Articolo 16
Detenzione illecita


  1. Ogni persona che al di là delle occasioni concesse dalla legge, arresti o confini un'altra persona, è soggetta al giudizio di una corte marziale
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha arrestato o confinato una certa persona, e;
    2. l'accusato ha agito al di là delle leggi vigenti nell'operare l'arresto; e,
  3. Per quanto sopra, l'arresto deve essere protratto contro la volontà della persona arrestata, anche se non è richiesto un atto di forza
  4. In caso l'accusato ritenesse ragionevolmente che le sue azioni fossero legittime, è possibile considerare le attenuanti del caso.
  5. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, ed il confino per anni 1.


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Articolo 17
Negligenze e ritardi procedurali



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Articolo 18
Comportamento errato nei confronti del nemico


  1. Ogni membro della Flotta Stellare che, in presenza del nemico:
    1. scappi; o
    2. abbandoni, arrenda o consegni al nemico un'unità, struttura, o altra proprietà della Flotta Stellare, che dovrebbe invece difendere; o
    3. per disobbedienza, negligenza, o cattiva condotta intenzionale, metta in pericolo la sicurezza di un'unità, struttura o proprietà della Flotta Stellare; o
    4. getti le proprie armi o munizioni; o
    5. volontariamente eviti di ingaggiare, catturare o distruggere ogni vascello o combattente nemico che è nel suo dovere ingaggiare, catturare o distruggere.
    è soggetto a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. l'accusato era in presenza del nemico; e,
    2. l'accusato è scappato via; e,
    3. l'accusato intendeva evitare il combattimento con il nemico.
    Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. l'accusato aveva ordine di difendere un certo luogo, unità, o proprietà della Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato ha, senza giustificazione, abbandonato, arreso o consegnato tale proprietà; e,
    3. tale atto è occorso in presenza del nemico.
    Per il punto 1.3 La regola si applica se:
    1. l'accusato aveva ordine di difendere un certo luogo, unità, o proprietà della Flotta Stellare; e,
    2. l'accusato ha commesso disobbedienza, è stato negligente o ha sbagliato con intenzione di farlo, mettendo in pericolo la sicurezza di tale proprietà; e,
    3. tale atto è occorso in presenza del nemico.
    Per il punto 1.4 La regola si applica se:
    1. l'accusato ha abbandonato o ceduto armi o munizioni; e,
    2. tale atto è occorso in presenza del nemico.
    Per il punto 1.5 La regola si applica se:
    1. l'accusato aveva ordine di ingaggiare, catturare o distruggere unità o proprietà nemiche; e,
    2. l'accusato ha volontariamente evitato di operare quanto ordinatogli; e,
    3. tale atto è occorso in presenza del nemico.
  3. Per scappare si intende "lasciare il luogo senza autorizzazione". Deve essere dimostrato che l'atto è avvenuto per paura, e non per motivazioni strategiche, ordini o per ottemperare alle disposizioni degli Ordini Generali della Flotta Stellare.
  4. Si definisce nemico, ai sensi del presente articolo, ogni persona ostile in tempo di guerra. L'applicazione del presente articolo, pertanto, è subordinata alle ostilità condotte fra potenze per cui il Consiglio della Federazione ha confermato l'esistenza dello stato di guerra.
  5. "In presenza del nemico" è inteso come forma di prossimità tattica e non di distanza. La determinazione della consistenza di questo punto è demandata al Giudice Militare.
  6. E' considerato atto di codardia abbandonare la posizione o arrendersi senza giustificazione, o al di fuori di motivazioni strategiche, procedurali, o di obbedienza ad ordini o regolamenti.
  7. Per negligenza si intende una condotta che cagiona un danno, diversa da quella che avrebbe dovuto ragionevolmente tenere una persona responsabile nella stessa situazione o in circostanze simili.
  8. Costituisce facoltà di difesa per i punti 1.1, 1.2 e 1.5, il ferimento grave dell'accusato. Deve essere dimostrata a posteriori l'effettiva impossibilità a combattere dell'accusato nel tempo e nel luogo dell'accadimento.
  9. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, unito alla privazione della libertà personale per anni 30


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Articolo 19
Forzatura di posto di blocco


  1. Ogni persona che: forzi un posto di blocco è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. era stato istituito un posto di blocco armato, per la protezione di persone, strutture o proprietà; e,
    2. l'accusato era al corrente di tale posto di blocco; e,
    3. l'accusato ha forzato il posto di blocco.
  3. Un posto di blocco è un distaccamento armato istituito da un Ufficiale in Comando per la protezione di persone, luoghi, edifici. Deve essere preceduto da apposita disposizione scritta.
  4. L'oltrepassare in maniera non autorizzata il posto di blocco è perseguibile ai sensi del presente articolo.
  5. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unito alla privazione della libertà personale per anni 1.


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Articolo 20
Collaborazione con il nemico


  1. Ogni persona che:
    1. aiuti o tenti di aiutare un nemico con armi, munizioni, forniture o altro materiale che possa essere usato dal nemico per arrecare danno alla Federazione; o
    2. senza apposita autorità o autorizzazione, consapevolmente ripari, protegga o intrattenga rapporti con il nemico; o
    3. senza apposita autorità o autorizzazione, consapevolmente fornisca informazioni di intelligence al nemico;
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 la regola si applica se:
    1. l'accusato ha aiutato il nemico e,
    2. l'accusato ha fatto ciò con armi, munizioni, forniture o altro materiale.
    Per il punto 1.2 la regola si applica se:
    1. l'accusato, senza autorità o autorizzazione, ha offerto riparo o protezione ad un nemico; e,
    2. l'accusato era al corrente che tale persona era un nemico;
    Per il punto 1.3 la regola si applica se:
    1. l'accusato ha fornito al nemico dati di intelligence, o ha comunicato con il nemico intrattenendo relazioni di corrispondenza; e,
  3. Non è considerata violazione del presente articolo l'assistenza offerta ai prigionieri di guerra, o alle popolazioni civili.
  4. Un nemico si definisce "aiutato o protetto" quando, senza autorità o autorizzazione, esso è riparato, fisicamente o in altra maniera.
  5. La consapevolezza dell'accusato circa il reato commesso può essere dimostrata in via circostanziale.
  6. Per essere considerati tali, i dati di intelligence devono veicolare informazioni vere, anche solo in parte.
  7. Nessuna comunicazione non autorizzata con il nemico è permessa. La mancata consegna o ricezione del messaggio non costituisce facoltà di difesa, così come non è necessario che venga provata l'esistenza di una eventuale risposta al messaggio.
  8. La massima pena comminabile è il congedo con disonore unito alla privazione della libertà personale per anni 30.


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Articolo 21
Condotta errata in caso di cattura



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Articolo 22
Spionaggio .



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Articolo 23
False dichiarazioni ufficiali


  1. Ogni persona che, con l'intenzione di depistare, firmi un documento falso, falsifichi un ordine, od un altro documento ufficiale, o che faccia consapevolmente false dichiarazioni è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha fatto certe dichiarazioni o prodotto certi documenti; e,
    2. tali documenti o dichiarazioni erano falsi, in tutto o in parte; e,
    3. l'accusato era a conoscenza del fatto che tali documenti o dichiarazioni erano falsi nel momento in cui li ha prodotti o firmati; e,
    4. l'accusato ha agito con l'intento di depistare, ingannare o nascondere.
  3. Per documento ufficiale si intende ogni documento prodotto mentre l'accusato era in servizio.
  4. Per dichiarazione ufficiale si intende ogni dichiarazione resa dall'accusato mentre era in servizio.
  5. L'intenzionalità a depistare o ingannare può essere dimostrata in modo circostanziale.
  6. Eventuale vantaggio materiale eventualmente conesso al fatto è considerato elemento aggravante.
  7. La conoscenza della falsità dei documenti o delle dichiarazioni può essere dimostrata in modo circostanziale. Una dimostrazione onesta del credere in buona fede che, ai tempi, la dichiarazione era vera può costituire difesa.
  8. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unito alla privazione della libertà personale per anni 5.


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Articolo 24
Vendita, perdita, danno, distruzione o uso improprio di proprietà della Flotta Stellare


  1. Ogni persona, che senza autorità o autorizzazione
    1. venda o disponga alternativamente di proprietà della Flotta Stellare; o,
    2. volontariamente o per negligenza danneggi o distrugga proprietà della Flotta Stellare; o,
    3. volontariamente o per negligenza causi o agevoli il danno, la perdita, la vendita, l'uso improprio o la distruzione di materiale della Flotta Stellare,
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 la regola si applica se:
    1. l'accusato ha venduto o disposto di una certa proprietà; e,
    2. tale uso è stato fatto senza autorità; e,
    3. quanto utilizzato o venduto era di proprietà della Flotta Stellare.
  3. Per il punto 1.2 e 1.3 la regola si applica se:
    1. l'accusato ha danneggiato, perduto o distrutto una certa proprietà senza autorità o autorizzazione; e,
    2. quanto utilizzato o venduto era di proprietà della Flotta Stellare; e,
    3. il danno, distruzione o perdita è stato causato volontariamente dall'accusato o è stato il risultato di una sua negligenza, in modo diretto od indiretto (punto 1.3).
  4. Si intende per proprietà della Flotta Stellare ogni prorpietà mantenuta dalla Flotta Stellare per l'espletamento delle funzioni cui essa è responsabile. Navi, navette e installazioni federali, così come il loro contenuto, sono per estensione proprietà della Flotta Stellare.
  5. Il nesso causativo esplicato nel punto 1.3 è da intendersi come "permettere che l'evento [distruzione, furto...] accada", e rientra nella definizione di negligenza operativa. La violazione deliberata o per negligenza di norme e regolamenti è un esempio di negligenza che causa gli eventi di cui ai punti 1.3 e 3.
  6. L'intenzionalità a depistare o ingannare può essere dimostrata in modo circostanziale.
  7. Eventuale vantaggio materiale eventualmente conesso al fatto è considerato elemento aggravante.
  8. La conoscenza della falsità dei documenti o delle dichiarazioni può essere dimostrata in modo circostanziale. Una dimostrazione onesta del credere in buona fede che, ai tempi, la dichiarazione era vera può costituire difesa.
  9. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unito alla privazione della libertà personale per anni 4.


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Articolo 25
Vendita, perdita, danno, distruzione o uso improprio di proprietà altrui


  1. Ogni persona, che senza autorità o autorizzazione
    1. venda o disponga alternativamente di proprietà altrui; o,
    2. volontariamente o per negligenza danneggi o distrugga proprietà altrui; o,
    3. volontariamente o per negligenza causi o agevoli il danno, la perdita, la vendita, l'uso improprio o la distruzione di materiale altrui,
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 la regola si applica se:
    1. l'accusato ha venduto o disposto di una certa proprietà; e,
    2. tale uso è stato fatto senza autorità; e,
    3. quanto utilizzato o venduto era di proprietà altrui e non della Flotta Stellare.
  3. Per il punto 1.2 e 1.3 la regola si applica se:
    1. l'accusato ha danneggiato, perduto o distrutto una certa proprietà senza autorità o autorizzazione; e,
    2. quanto utilizzato o venduto era di proprietà altrui e non della Flotta Stellare; e,
    3. il danno, distruzione o perdita è stato causato volontariamente dall'accusato o è stato il risultato di una sua negligenza, in modo diretto od indiretto (punto 1.3).
  4. Si intende per proprietà altrui ogni prorpietà mantenuta da soggetti terzi alla Flotta Stellare facenti parte della Federazione, dei suoi alleati o le cui proprietà siano poste sotto la tutela dei trattati Federali.
  5. Il nesso causativo esplicato nel punto 1.3 è da intendersi come "permettere che l'evento [distruzione, furto...] accada", e rientra nella definizione di negligenza operativa. La violazione deliberata o per negligenza di norme e regolamenti è un esempio di negligenza che causa gli eventi di cui ai punti 1.3 e 3.
  6. Eventuale vantaggio materiale eventualmente conesso al fatto è considerato elemento aggravante.
  7. La conoscenza della falsità dei documenti o delle dichiarazioni può essere dimostrata in modo circostanziale. Una dimostrazione onesta del credere in buona fede che, ai tempi, la dichiarazione era vera può costituire difesa.
  8. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unito alla privazione della libertà personale per anni 3


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Articolo 26
Condotta pericolosa per il vascello


  1. Ogni persona che:
    1. volontariamente metta in pericolo un vascello della Flotta Stellare; o
    2. per negligenza metta in pericolo un vascello della Flotta Stellare
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. un vascello della Flotta Stellare si è trovato in situazione di pericolo; e,
    2. la situazione di pericolo è stata causata da una o più azioni dell'imputato, o dalla mancanza da parte dell'imputato di azioni e comportamenti volti ad evitare il pericolo, sia in maniera volontaria, sia per negligenza.
  3. Per pericolo si intende la messa in situazione di pericolosità, di potenziale perdita o danneggiamento. L'effettivo danno o perdita del vascello costituisce prova del fatto che il vascello è stato posto in tale condizione di pericolo, ma non dell'effetiva colpevolezza dell'imputato.

  4. Per negligenza si intende il fallimento nell'esercitare la cura, prudenza o attenzione al proprio dovere che la Flotta Stellare richiede ai propri effettivi. La negligenza può consistere nell'omissione di certi atti o misure preventive che un effettivo ragionevole e prudente avrebbe messo in atto. Un errore di giudizio tale da poter essere commesso da qualunque effettivo nelle stesse circostanze, non costituisce una base valida per l'applicazione di questo articolo.
  5. La massima pena comminabile è il congedo con disonore unito alla privazione della libertà personale per un massimo di anni 2. Qualora venisse dimostrata la volontarità o qualora il pericolo fosse scaturito da atti in violazione della legge posti in essere dall'imputato, la pena massima è aumentata ad anni 20.


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Articolo 27
Conduzione di veicoli in stato di ebbrezza o conduzione spericolata di veicoli


  1. Ogni persona che:
    1. piloti o di fatto controlli il movimento di qualunque veicolo, astronave, navetta, workbee in maniera irresponsabile o sotto l'effetto di sostanze controllate, o comunque alteranti la capacità di condurre veicoli; o
    2. piloti o di fatto controlli il movimento di qualunque veicolo, astronave, navetta, workbee in stato di ebbrezza
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato pilotava o controllava un veicolo, vascello, astronave, navetta, workbee; e,
    2. mentre operava o pilotava tale veicolo, l'accusato agiva in maniera irresponsabile, oppure era sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o controllate, oppure aveva assunto bevande alcoliche nella misura superiore a quanto prescritto per legge.
  3. Operare un veicolo, astronave, navetta, workbee include non solo le azioni che contemplano il movimento del veicolo o la sua conduzione, ma anche tutte le azioni volte ad operare, anche elettronicamente, i sottosistemi di tale veicolo, indipendentemente dal suo stato di moto.
  4. Si intende irresponsabile la condotta tenuta senza riguardo delle conseguenze prevedibili sugli altri, che possano causare danno ad altre persone o alle cose. L'irresponsabilità non è determinata solamente dal verificarsi o meno di ferite o danni, dal mancato rispetto delle norme di conduzione del veicolo, o dalla sua conduzione erratica. Tuttavia, tutti questi fattori possono essere ammissibili e rilevanti nel dimostrare se, sotto le specifiche circostanze, la conduzione del veicolo da parte dell'accusato, nonché il suo stato di capacità psicofisica alla conduzione dello stesso, erano irresponsabili o meno.
  5. Il comportamento irresponsabile dell'accusato deve essersi verificato in prossimtà temporale con gli eventuali danni ad esso collegati per provare il nesso causale fra gli stessi
  6. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta.


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Articolo 28
Stato di ebbrezza in servizio



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Articolo 29
Articolo 112a
Spaccio, possesso, uso di sostanze controllate



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Articolo 30
Combattimento e duelli



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Articolo 31
Simulazione di stato di inabilità al ruolo



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Articolo 32
Provocazione o partecipazione a risse



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Articolo 33
Discorsi e gesti provocatori


  1. Ogni persona che usi gesti o parole accusatorie o provocanti, è soggetta al giudizio da parte di una corte marziale
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha erroneamente usato parole o gesti nei confronti di una certa persona; e,
    2. tali gesti o parole erano provocatori o accusatori; e
    3. la persona verso cui erano diretti i gesti o le parole è soggetta al presente codice;
  3. Per quanto sopra, "provocatorio" e "accusatorio" si riferiscono a quelle parole e gesti usati in presenza della persona verso la quale sono diretti, e che potrebbero indurre una persona ragionevole ad assumere comportamenti aggressivi. Tale norma non comprende parole e gesti relativi a efficienza, comportamento in servizio, disciplina.
  4. Non è necessario che l'accusato sia conscio del fatto che la persona insultata sia una persona soggetta al presente codice
  5. La massima pena comminabile è il confino per mesi 5.


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Articolo 34
Omicidio Volontario



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Articolo 35
Omicidio Colposo

  1. Ogni persona che:
    1. con l'intenzione di uccidere o infliggere notevole danno, uccida illegalmente una persona come risultato di un impeto improvviso scaturito o generato da un particolare stato d'ira determinato da altrui adeguata provocazione; o
    2. senza l'intenzione di uccidere o infliggere notevole danno, uccida illegalmente una persona:
      1. per negligenza colposa; o
      2. commettendo o tentando di commettere un altro reato previsto da questo Codice ad eccezione del reato di Omicidio (art. 34)
    è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. Per il punto 1.1 La regola si applica se:
    1. Una persona è deceduta; e,
    2. la morte della suddetta persona è avvenuta come conseguenza degli atti o delle omissioni dell'imputato; e,
    3. l'omocidio era illegale - cioè non giustificato dall'applicazione di alcun ordine, diretto o indiretto, o legge della Federazione; e,
    4. che al momento dell'uccisione l'accusato aveva l'intenzione di uccidere o infliggere notevole danno alla persona uccisa.
  3. Per il punto 1.2 La regola si applica se:
    1. Una persona è deceduta; e,
    2. la morte della suddetta persona è avvenuta come conseguenza degli atti o delle omissioni dell'imputato; e,
    3. l'omocidio era illegale - cioè non giustificato dall'applicazione di alcun ordine, diretto o indiretto, o legge della Federazione; e,
    4. gli atti ed omissioni dell'accusato costituivano negigenza colposa, oppure sono concorrenti al perpretrarsi di un reato, o tentativo di commettere un reato, da parte dell'imputato.
  4. Un omicidio illegale, anche se commesso con l'intento di uccidere o di infliggere grave danno, è classificato alla stregua di un omicidio colposo con aggravanti(e non di omicidio volontario), se sussistono i presupposti per ritenere che l'accusato abbia agito in risultanza di un grande stato d'ira. Una persona può essere provocata a tal punto che, per effetto dell'impeto, ancorché non necessariamente per difendere la propria vita o incolumità, causi la morte di un altra persona agendo al di là del proprio auto controllo. Nonostante la provicazione non giustifichi l'omocidio, essa preclude l'accusa di omicidio volontario.
  5. Natura della provicazione. La provocazione deve essere adeguata e l'atto commesso dall'imputato deve essere commesso sotto e per via di un impeto d'ira. Suddetta provocazione non può essere considerata come scusante per l'omicidio o le lesioni. Se, a giudizio di una persona normalmente ragionevole, è passato un tempo sufficiente tra la provocazione e l'omicidio, i termini di questo articolo non si applicano, e si applicano invece quelli dell'Art. 34.
  6. L'omicidio di un minore implica sempre e comunque le aggravanti. La non-conoscenza da parte dell'imputato del fatto che la vittima fosse un minore non costituisce in nessun caso attenuante.
  7. L'omocidio colposo per negligenza ai sensi del punto 1.2 deve essere causato da estrema spregiudicatezza o da azioni e omissioni condotte in palese e colpevole ignoranza delle conseguenze prevedibili nei confronti della situazione. Pertanto, il capo di accusa si applica a quei casi in cui l'ignoranza delle conseguenaze prevedibili delle azioni prese o omesse, causa la morte di una persona.
  8. La massima pena comminabile è:
    1. Per quanto riguarda il punto 1.1: il congedo disonorevole unito alla privazione della libertà personale per anni 15 (20 in caso la vittima sia un minore)
    2. Per quanto riguarda il punto 1.2: il congedo disonorevole unito alla privazione della libertà personale per anni 10 (14 in caso la vittima sia un minore)



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Articolo 36
Furto e appropriazione indebita



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Articolo 37
Falsificazione



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Articolo 38
Mutilazione



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Articolo 39
Incendio, esplosione o altro disastro



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Articolo 40
Estorsione



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Articolo 41
Lesioni personali



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Articolo 42
Effrazione



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Articolo 43
Spergiuro



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Articolo 44
Frode contro la Federazione Unita dei Pianeti



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Articolo 45
Condotta disonorevole



  1. Ogni ufficiale, sottufficiale, cadetto o marinaio che assuma una condotta disonorevole tale da disqualificare il suo status di integrità morale è soggetta a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha posto in essere o ha evitato di porre in essere certi comportamenti; e,
    2. che, nelle specifiche circostanze, tali comportamenti od omissioni costituivano condotta disonorevole per il ruolo e l'integrità dell'effettivo stesso.
  3. Vi sono certi attributi morali comuni che il personale della Flotta deve rispettare, e la cui mancanza genera il reato di cui al presente articolo. Ne sono un esempio atti di disonestà, comportamento ingiusto, indecenza, mancata osservanza del decoro, del protocollo o della legge, ingiustizia e crudeltà. Pur non essendo richiesto un totale e cieco rispetto dei più alti standard morali della Federazione, vi sono limiti di tolleranza basati sulla consuetudine di servizio sotto i quali il comportamento del personale non può scendere senza inficiare seriamente la moralità ed il decoro.
  4. Il reato configurato da questo articolo può essere un'estensione del reato connesso ad altre violazioni per le quali si configuri, oltre ad un reato specifico, ache la condotta disonorevole.
  5. La massima pena comminabile è pari alla pena massima connessa al reato a cui la cattiva condotta è collegata, se presente, o in alternativa la reclusione per anni 1


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Articolo 46
Corruzione



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Articolo 47
False dichiarazioni



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Articolo 48
Negligenza verso il materiale o i veicoli



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Articolo 49
Sabotaggio intenzionale di materiale o veicoli



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Articolo 50
Fuga dal luogo del disastro



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Articolo 51
Fraternizzazione



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Articolo 52
Gioco d'azzardo



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Articolo 53
Uso di falsa identità



  1. Ogni persona che utilizzi consapevolmente un'identità falsa, declinando se interrogata false generalità, è soggetta al giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha impersonato volontariamente un ufficiale, allievo ufficiale o sottufficiale, un agente di autorità superiore, un membro di governo in una certa maniera; e,
    2. l'identità non era quella dell'accusato; e,
  3. L'agire con l'identità altrui non richiede che l'accusato debba necessariamente trarre un beneficio dalle azioni intraprese, anche se l'agire per trarre benefici è un'aggravante.
  4. "Volontariamente" significa con coscienza del fatto che si sta impersonando qualcuno che non è sé stesso.
  5. La massima pena comminabile è il congedo disonorevole, se è dimostrato che l'intento fosse finalizzato alla frode, o il congedo per cattiva condotta in caso contrario. Può essere acclusa inoltre la privazione della libertà per un periodo massimo di anni 1


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Articolo 54
Linguaggio indecente



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Articolo 55
Ostacolamento di indagine


  1. Ogni persona che ostacoli un procedimento di indagine interna, locale o federale per ragioni non legate a negligenza, è soggetto a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha perpetrato certe azioni; e,
    2. l'accusato ha fatto ciò relativamente ad una certa persona verso cui l'accusato stesso aveva ragione di credere che ci fosse o che fosse previsto un procedimento legale (civile o militare); e,
    3. che l'accusato ha fatto ciò con l'intento di impedire, influenzare o in altro modo ostruire il corso naturale del procedimento legale; e,
    4. che sotto le circostanze sopra espresse, la condotta dell'accusato è stata pregiudizievole nei confronti della disciplina della Flotta Stellare o in grado discreditare l'immagine della Flotta Stellare stessa; e,
  3. L'ostruzione della giustizia per negligenza non è trattata dal presente articolo.
  4. La massima pena comminabile è il congedo con disonore, unito alla privazione della libertà personale per anni 5.


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Articolo 56
Alterazione, occultamento, rimozione, mutilazione, obliterazione o distruzione di pubblici registri.



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Articolo 57
Rottura della quarantena



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Articolo 58
Comportamento irresponsabile


  1. Ogni ufficiale, sottufficiale, cadetto o marinaio che tenga una condotta irresponsabile è soggetto a giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato ha posto in essere una certa condotta o ha perpetrato certe azioni; e,
    2. tali azioni erano errate o irresponsabili; e,
    3. che tali azioni erano in grado di causare la morte o il grave ferimento di altri esseri senzienti; e
    4. che, nelle specifiche circostanze, la condotta dell'accusato pregiudicava l'odine e la disciplina della Flotta Stellare o, per sua natura, gettava discredito sulla Flotta Stellare.
  3. La norma vuole prevenire le azioni irresponsabili che possano casare seri danni o morte ad altri esseri senzienti.
  4. Si intendono "azioni errate" quelle azioni perpretate senza legale giustificazione o scusante
  5. Si intende irresponsabile la condotta tenuta senza riguardo delle conseguenze prevedibili sugli altri, che possano causare gravi ferite, oppure la morte, di altri esseri senzienti.
  6. E' esclusa dal campo di applicazione di questo reato ogni azione atta a causare intenzionalmente danno ad altri, fatte salve quelle azioni che, di proposito, pongaano in pericolo l'incolumità di altre persone
  7. Non è necessario che vi sia il ferimento grave o la morte di esseri senzienti perché il reato di cui al presente articolo venga riconosciuto; è sufficiente un comportamento irresponsabile che, come conseguenza naturale o probabile, avrebbe potuto causare tali ferite od il decesso
  8. La massima pena comminabile è il congedo disonorevole unito alla privazione della libertà personale per anni 1


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Articolo 59
Distruzione, rimozione od uso di proprietà soggetta a sequestro



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Articolo 60
Istigazione a delinquere



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Articolo 61
Ricettazione, compravendita, occultamento di proprietà rubata



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Articolo 62
Rifiuto immotivato di testimoniare



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Articolo 63
Terrorismo



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Articolo 64
Ingresso illegale in area riservata o privata



  1. Ogni persona che acceda ad aree sottoposte a restrizioni di accesso, in maniera contraria ai regolamenti, è soggetta al giudizio da parte di una corte marziale.
  2. La regola si applica se:
    1. l'accusato è entrato in un locale, proprietà privata, luogo, utilizzato per fini specifici o generici; e,
    2. l'ingresso era illegale o non autorizzato; e,
    3. 'accusato era conscio, o dovrebbe essere ragionevolmente stato conscio, che l'ingresso era illegale o non autorizzato; e,
    4. l'accusato ha volontariamente violato le restrizioni di accesso imposte per tale luogo.
  3. Non è richiesto, per l'applicazione del presente articolo, che l'ingresso avvenga necessariamente a seguito di una forzatura dei sistemi di chiusura dei locali, o manomissione dei sistemi d'allarme, anche se ciò rappresenta un'aggravante.
  4. "Volontariamente" significa con coscienza del fatto che l'accesso al luogo era interdetto, diretta od indiretta. La conoscenza può essere provata in modo circostanziale.
  5. La conoscenza di un ordine generale o regolamento generale non necessita di essere dimostrata, dal momento che la mancata conoscenza di tale ordine generale o regolamento generale non costituisce difesa.
  6. La massima pena comminabile è il congedo per cattiva condotta, unita alla privazione della libertà per un periodo massimo di mesi 6.



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Articolo 65
Trasporto occultato di arma



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Articolo 66
Esibizione illegale di falsi distintivi, insegne di grado, medaglie e nastrini



Autori

Obrind

Impaginazione

Obrind

Approvazione

Obrind

Fonti

Martial Court Manual - USA - 2012

Questa dispensa è in costante fase di stesura ed ampliamento. La giurisprudenza militare è complessa e non si liquida certo in una dispensa di poche pagine. Per stendere queste poche righe, è stato usato come riferimento il Manuale delle Corti Marziali degli Stati Uniti, adattando e integrando come possibile il testo. Durante i processi che dovessero essere affrontati in gioco, verranno tradotte e fornite le informazioni mancanti con debito anticipo. Per ogni dubbio è possibile fare riferimento al manuale originale in inglese.

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