Regolamento e Ambientazione

2391 - Prima battaglia di Terosia

Attacco a Terosia e alle sue stazioni orbitanti

La Prima Battaglia di Terosia ha avuto luogo nel 2391 nel sistema Reckz'ar, nei pressi del terzo pianeta e delle basi orbitanti Merida e Zephir Olam del governo terosiano.

Le forze che si sono scontrate hanno visto coinvolta la Nuova Federazione da un lato contro le basi orbitanti e le difese planetarie terosiane in prima battuta e la Federazione Unita dei Pianeti in seconda battuta.

La vittoria finale è stata appannaggio dell'alleanza Federale-Terosiana, ma la battaglia ha segnato la distruzione delle base Zephir ed i suoi cittadini e della base Merida, seppur evacuata.

Conflitto

L'attacco da parte della Nuova Federazione vede un massiccio impiego di vascelli tecnologicamente avanzati per le difese terosiane, che constano di alcuni satelliti di sorveglianza e difesa con armi a particelle poco efficaci per gli scudi dei vascelli di Kavanagh e scudi di difesa progettati sopratutto per la protezione dalle radiazioni della stella Rezk'ar e di fondo. L'attacco con armi ad antimateria non è stato mai lontanamente concepito da parte dei terosiani.

Premessa la vulnerabilità delle stazioni Merida e Zephir, la flotta della Nuova Federazione, appena uscita nel sistema ha portato un attacco preventivo alla base orbitante Zephir, che ne ha danneggiato il core centrale e reso l'orbita instabile dopo pochi colpi di phaser.

Dopodichè, Kavanagh in persona ha richiesto la resa incondizionata. Resa, che per il popolo terosiano, equivaleva a una dittatura e perdita dello status di pianeta commerciale libero; resa che è stata, dunque, rifiutata con un contemporaneo segnale di soccorso ripetuto.

Le operazioni di soccorso delle due stazioni sono state intanto avviate, ma la Zephir viene colpita nuovamente, e seppur non esploda all'impatto, l'orbita decadente la vede incendiarsi con la maggior parte del personale a bordo a contatto con l'atmosfera di Terosia pochi minuti dopo senza che si possa far nulla per raddrizzare la situazione.

Mentre la Zephir brucia con ancora decine di migliaia di persone a bordo e dal pianeta la situazione sia chiaramente visibile, la stazione Merida viene colpita a sua volta, seppur parzialmente evacuata.

Il segnale di soccorso lanciato dal pianeta trova accoglimento da parte della Federazione, che mobilità nel minor tempo possibile, una flotta di vascelli. Un segnale di risposta viene dato dai vicini nihydroniani che tuttavia, sono a diverse ore a curvatura massima.

Vengono impiegate in battaglia la U.S.S. Ardent, Classe Saber, la U.S.S. Atlas, Classe Akira, la U.S.S. Endeavour, Classe Intrepid, la U.S.S. Escaflowne, Classe Steamrunner, la U.S.S. Independence, Classe Akira, la U.S.S. Langley e la U.S.S. Protector, Classe Defiant e la U.S.S. Resolution, Classe Prometheus.

Le due navi di classi Defiant e la Prometheus, scortate dai caccia lanciati dalle due classi Akira formano un perimetro di protezione per consentire la maggior protezione possibile al pianeta.

Le restanti navi contribuiscono al teletrasporto del personale intrappolato nelle basi in orbita ormai compromessa, salvando migliaia di vite in quei pochi minuti a disposizione. Molti dei terosiani a bordo dei vascelli federali hanno potuto osservare le le loro basi orbitanti impattare e bruciare nell'armosfera.

L'attacco viene respinto e la flotta di Kavanagh è costretta al ritiro anche per via delle risposte multiple delle associazioni di commercianti, già in rotta versa Terosia a difesa del polo commerciale.

Epilogo

2395 - Seconda battaglia di Terosia

La Seconda battaglia di Terosia ha avuto luogo il 18 Giugno 2395 nel sistema Reckz'ar, nei pressi del terzo pianeta e della starbase Tycho della Federazione Unita dei Pianeti.

Le forze che si sono scontrate hanno visto coinvolta la Nuova Federazione da un lato contro la Federazione Unita dei Pianeti e la flotta di difesa Terosiana dall'altro. La vittoria finale è stata appannaggio dell'alleanza Federale-Terosiana, seppur i danni riportati siano stati importanti in termini di vite e risorse.

Cause e svolgimento dell'attacco

L'attacco della Nuova Federazione è stato condotto secondo il più classico dei concetti strategici, ovvero in un momento inaspettato, non consentendo al nemico una rapida reazione.

Il fattore sorpresa è stato reso possibile da una concomitanza di fattori:

  • Rapporti tra Federazione e Terosia in ampia distensione, con minore attenzione e stato di allerta reciproco;
  • Inattività della Nuova Federazione per un periodo di tempo prolungato;
  • Reindirizzamento di alcune unità di pattuglia a operazioni di manutenzione periodica, aggiornamento, raccolta dati ed esplorazione e mappatura.

Oltre tre quarti della flotta era suddivisa tra esplorazione e aggiornamento nel quadrante alfa, dall'altra parte del tunnel. La USS Atlas fu la prima, durante il test dei sistemi, a ricevere l'ordine di richiamo per un attacco massiccio da parte della flotta della Nuova Federazione.

La tattica della Nuova Federazione fu semplice quanto efficace: puntare il fuoco inizialmente verso le unità civili di trasporto da e per Terosia, separando in schieramenti più piccoli e aumentando il fronte di difesa per le unità Federali.

La USS Atlas e la sua gemella, USS Independence, furono le prime a rientrare a difesa del territorio federale-terosiano, dispiegando le proprie unità di difesa e frapponendosi tra la flotta civile federale e terosiana verso il pianeta. In questo modo fu stabilito il primo confine di sbarramento che diede il tempo ai civili di atterrare sul pianeta e mettersi in salvo.

Con le due navi di classe Akira impegnate a mantenere un perimetro di difesa e contrastare le potenti armi isolitiche della Nuova Federazione, il grosso della flotta concentrò il fuoco sulla Starbase Tycho e sui vascelli frappostisi. Il risultato furono alcune brecce negli scudi della stazione, non ancora operativa al 100% per potenza di fuoco e difesa, con tentativi di abbordaggio respinti con grosso sacrificio dalle unità della sicurezza della flotta stellare e civili.

Il fronte di difesa delle due unità di classe Akira fu pesantemente rinforzato all'arrivo e al rapido posizionamento della USS Fortesque, Classe Nebula e USS Pandorum, Classe Galaxy. Messe completamente in salvo, il fronte di difesa dei quattro vascelli e caccia d'attacco andava ad avvicinarsi verso la Starbase Tycho, facendo indietreggiare la flotta nemica anche a costo di danni subiti.

La situazione inizia ad essere di completo stallo, con le difese dalla base logorate dalle pesanti bordate di armi isolitiche da parte della nuova Federazione, ma ancora in funzione, mentre dall'altro il fronte di attacco veniva sempre più tagliato e compattato dal raggruppamento dei vascelli federali ed un possente fuoco combinato.

L'apertura del tunnel ed il conseguente passaggio dei rinforzi federali fecero volgere inaspettatamente e repentinamente l'ago della bilancia verso la flotta federale-terosiana. L'ammiraglia USS Templar, Classe Theurgy, supportata dalla USS Langley e USS Protector, entrambe di classe Defiant e la USS Resolution, Classe Prometehus, portò al rapido consumo delle difese della Flotta nemica, con ingenti danni inflitti dai passaggi in mezzo alle linee nemiche della Langley e della Protector, a sfondare una prima linea grazie alla potenza e all'agilità dei piccoli vascelli.

La Templar, concepita esclusivamente per una superiorità in battaglia, fece gran voce nel danneggiare in modo pesante senza danni numerosi vascelli nemici.

Nonostante il caos generato, la battaglia stava volgendo rapidamente a termine; sfruttando la confusione, nel ritirarsi, la flotta della Nuova Federazione lanciò una sonda diretta verso il tunnel spaziale. Tale sonda risultò quasi inosservata dai vascelli.

L'oggetto venne intercettato dalla USS Tromsø: alla deriva con l'energia ausiliaria in lento esaurimento, non distante dalle propaggini del tunnel per la 218, il personale della classe Norway non potè far altro che osservare la deflagrazione della sonda-ordigno ed il collasso del tunnel spaziale.

L'onda generatasi investì tutti i vascelli dal tunnel alla base, indiscriminatamente, danneggiandone molte in modo irreparabile e danneggiandone molte anche in modo severo.

La Templar perse gli scudi per l'impatto, che salvò molti dei vascelli coperti dal suo cono d'ombra, ma si rese vulnerabile agli ultimi attacchi della flotta di Kavanagh prima del ritiro, venendo colpita direttamente alle gondole e al nucleo di curvatura, che solo per miracolo non esplose grazie alla riattivazione di emergenza degli scudi di poppa.

La flotta di Kavanagh prese la via della ritirata, anch'essa pesantemente danneggiata, ma senza unità inoperanti; sebbene la battaglia di Terosia sia stata vinta dalla Flotta Stellare, con grande sacrificio di navi e personale, le sorti complessive del conflitto sembrava esser in mano alla Nuova Federazione che, nel giro di poche ore, era riuscita a dimezzare l'operatività della Decima Flotta, colpire pesantemente la Tycho e minare i rapporti con Terosia, tirata dentro ad un conflitto in cui la popolazione aliena non era stata chiamata in causa.

I rifornimenti dal quadrante alfa, fattore determinante per la difesa del settore terosiano, hanno messo la Federazione in una posizione di netta inferiorità non solo verso la Nuova Federazione, ma anche e soprattutto verso le specie autoctone, perdendo forza e credibilità di contrattazione.

Epilogo

  • Decessi Terosiani: 27
  • Decessi Federali: 365
  • Unità danneggiate: 25
  • Unità distrutte: 4

2398 - Strage di Plinari

Pianeta Plinari, 3 Maggio 2398

La U.S.S. Salk riceve una richiesta di soccorso e rileva un'alterazione cronitonica ed un'esplosione di un ordigno emittente radiazioni, sulla più grande città del pianeta Plinari.

La Salk si spinge a curvatura massima verso Plinari. A metà percorso viene rilevata la N.F.S. Victory, nave neo-federale di Classe Vesta diretta a Plinari e proveniente dal vicino pianeta Melial. La U.S.S. Salk, rilevata la nave neofederale, richiede rinforzi; lancia un segnale di intervento che verrà captato dalla U.S.S. Resolution, Classe Prometheus, posta a sorveglianza del sistema Lareth.

La U.S.S. Resolution riesce ad intercettare la N.F.S. Victory solo dopo che questa ha teletrasportato qualcosa (o qualcuno) dal pianeta colpito dal disastro. Pochi istanti dopo giunge sul luogo anche la U.S.S. Salk. La nave neofederale rinuncia ad ingaggiare qualsivoglia ostilità, né ad ostacolerà i soccorsi presso il Plinari; ripartirà anzi a curvatura massima verso lo spazio neofederale.

I primi rilevi mostreranno che è stato fatto detonare un ordigno sulla città di Metzal, principale insediamento del Pianeta. L’ordigno, chiaramente un'arma di sterminio, è volto a produrre un avvelenamento da radiazione su larga scala, lasciando intatte le strutture e gli edifici. L'ordigno appare, studiato, insomma, per causare il massimo danno in poco tempo.

Epilogo

Il rapido intervento della U.S.S. Salk e della U.S.S. Resolution, insieme all’invio di due cargo mercantili con scorte mediche dal vicino sistema Digal, consente di salvare moltissime vite Plinariane. I morti, però, saranno decine di migliaia. La missione umanitaria intervento, nominata "Missione Cleaner", durerà 28 giorni. Al termine, il governo unito di Plinari, esprimerà il suo profondo riconoscimento alla Federazione Unita dei Pianeti ed al Concordato Digaliano.

L'esatta dinamica della strage rimane tuttora ignota.

2399 - Operazione Blind

04 Febbraio 2399, Starbase Tycho.

La Decima Flotta riceve il messaggio della U.S.S. Independence, in missione presso il sistema Thagol, all'estremo nord del confine neo-federale. Un attacco ai domini della Nuova Federazione verrà lanciato a breve, presso il Pianeta Thaghol e i cantieri di Dally'Frei.

Sulla Tycho, i Capitani della la U.S.S. Resolution, U.S.S. Vanguard e U.S.S. Langley, avanzano formale richiesta per una missione d’attacco presso gli avamposti neofederali Khorus e Radios, posti sul confine meridionale della Nuova Federazione.

Due gli obiettivi principali:

  • Eliminare la minaccia al vicino Protettorato Larethiano, posto nei pressi del confine;
  • Supportare la U.S.S. Indipendence e la U.S.S. Atlas nel loro approccio a Thagol e ai cantieri di Dally’Frey.

Non conoscendo le tempistiche di spostamento dei vascelli alleati, il comparto tattico della Starbase Tycho ipotizza la migliore strategia di attacco, volta a minimizzare le perdite e massimizzare le chance di successo.

Operazione su Radios

La missione, parte il 12 Febbraio 2399, verso il sistema Aprok e l’avamposto Radios, in direzione di Lareth per acquisire informazioni sui vascelli presenti nell’area.

L’avamposto neofederale di Radios, una piccola stazione con 32 operatori, visto l'avvicinarsi delle navi federali, lanciava un segnale di soccorso. Le navi federali, raggiunto l'avamposto, intimavano di deporre le armi e arrendersi. I neofederali, di contro, aprivano il fuoco.

L’intervento immediato dei tre vascelli rendeva presto inoperative le armi e le comunicazioni del nemico. Tre squadre di sbarco pesantemente armate sbarcavano poi sull’avamposto, neutralizzavano la sicurezza e ne arrestavano gli occupanti.

L'Avamposto Radios veniva quindi distrutto.

Operazione su Khorus

L’operazione proseguiva presso l'avamposto Khorus, con l'obiettivo di deviare l'attenzione militare neofederale.

La Nuova Federazione schiera, a difesa dell'avamposto:

  • la N.F.S. Goliath, Classe Galaxy (Ex U.S.S. Nagato),
  • la N.F.S. Alamo, Classe Ambassador (Ex U.S.S. Daedalus)
  • la N.F.S. Ranger, Classe Ambassador (Ex U.S.S. Yamaguchi)

Con la N.F.S. Indefatigable (Classe Sovereign) e la N.F.S. Victory (Classe Vesta), in arrivo.

Le tre navi a difesa dell’avamposto subiscono danni considerevoli alle armi e alla propulsione, finendo temporaneamente fuori uso. Espellono le capsule di salvataggio ed avviano l’autodistruzione.

La Flotta Stellare teletrasporta squadre di intervento per recuperare possibili informazioni e materiali prima dell'autodistruzione. Quando la Indefatigable e la Victory escono dalla curvatura, anche i pod di salvataggio dell’avamposto Khorus vengono lanciati.

Il Capitano Mathis della U.S.S. Resolution ordina l’attacco multivettore, mentre il Capitano T’Mir, della U.S.S. Langley, ordina un fly-by a massimo impulso tra i due vascelli neofederali, con il lancio di salve di siluri quantici. Lo scontro sembra essere in una situazione di parziale stallo, con consumo di risorse, ma senza danni ingenti da ambo le parti.

I sensori rilevano quindi un teletrasporto multiplo da parte della N.F.S. Victory, che prelevava i superstiti neofederali dai pod di salvataggio. Il Capitano Larson (U.S.S. Vanguard), nel frattempo, impiegava un siluro EMP per tentare di disabilitare gli altri due vascelli nemici, i quali, rilevato il lancio, entravano in curvatura di emergenza, ritirandosi. A 30 secondi dal ritiro dei due vascelli neofederali, l’avamposto esplode, autodistruggendosi, mentre un eccellente lavoro delle squadre di sbarco, permetteva di annullare l'autodistruzione dei tre vascelli rimasti.

Epilogo

Danneggiate nel comparto scudi, armi e propulsivo, ma sostanzialmente in buono stato, le tre navi neo federali venivano catturate e trainate alla Tycho. Non viene rilevato alcun decesso nelle due missioni

2399 - Operazione Teardrop

Work in Progress

Diario del Capitano, d.s. 76202.9

Autori

Daràn

Faraday

Impaginazione

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Revisione

Daràn

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Approvazione

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